
Favole e realtà è un piccolo blog nato come omaggio alla memoria di Luigi Tenco. Un omaggio che non vuole essere né storico, né retorico, ma al contrario vivo e attivo da condividere ogni giorno. Per questo nelle pagine del blog si possono trovare canzoni, foto, testi e ricordi di Luigi Tenco, ma anche riferimenti a canzoni di autore, poesie, riflessioni su temi sia attuali che inerenti la storia. Una sorta di patchwork in continua evoluzione arricchito dai disegni di Gulliveriana, ispirati dalle canzoni di Luigi Tenco cui vengono accostati per essere liberamente commentati dai naufraghi della rete, che in questo piccolo spazio sanno di poter trovare un porto sicuro per la loro barchetta e poter parlare sia di un uomo e artista indimenticabile, che di tutto quello che ci ha insegnato.
Per chi volesse scambiare opinioni su Luigi Tenco, questo è il mio indirizzo:
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Luigi Tenco torna in.... Via del Campo
(Leggo e pubblico dal blog di Massimo)
"Via del Campo ci va un illuso" diceva Fabrizio De André negli anni '60 e talvolta si spingeva perfino a indicare in "Via del Campo ci vado io".
Ora in Via del Campo si può andare anche per raggiungere una sala di lettura intitolata a LUIGI TENCO che pure quella via deve aver frequentato nei suoi anni giovanili. (...)
Sguardo di Tenco. Omaggio.
COMUNICATO STAMPA
Venerdì 28 ottobre, alle ore 10,30, saranno inaugurati i nuovi locali della Biblioteca del C.S.B. della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Genova, al piano terra di Palazzo Serra (Piazza Santa Sabina), e con l’occasione sarà inaugurata la nuova sala di lettura che sarà intitolata al cantautore Luigi Tenco.
Particolarmente suggestiva, sia da un punto di vista culturale, sia da un punto di vista sentimentale, questa inaugurazione, poiché la sala di lettura “Luigi Tenco” è ubicata proprio in quella Via del Campo, autentico “luogo poetico” della generazione di cantautori e poeti dei quali Luigi Tenco fu giovanissimo esponente, assieme a Gino Paoli, Bruno Lauzi, i fratelli Gianfranco e Giampiero Reverberi, Fabrizio De André, Umberto Bindi, e altri intellettuali e artisti.
Alla cerimonia interverranno, oltre a studenti e docenti universitari e personale dell’ateneo genovese:
il Magnifico Rettore, professore Gaetano Bignardi
Pier Luigi Crovetto, preside della Facoltà di Lingue e letterature straniere
Graziella Corsinovi, docente dell’Università di Genova che sta proprio tenendo un corso anche su Luigi Tenco nell’opera teatrale di Mario Dentone
Lorenzo Coveri, docente della Facoltà di Lingue che ospita le due sale, studioso di Lingua Italiana e studioso anche del fenomeno dei cantautori italiani e stranieri.
Mario Dentone, scrittore, studioso di Luigi Tenco.
NOVECENTO 
Dicono che quei cieli siano adatti
ai cavalli e che le strade
siano polvere di palcoscenico
Dicono che nelle case donne pallide
sopra la vecchia "singer" cuciano
gli spolverini di percalle,
abiti che contro il vento stiano tesi
e tutto il resto siano balle,
vecchio lavoro da cinesi... eh... eh...
Dicono che quella vecchia canzoncina
dell'ottocento fa sorridere
in un dolce sogno certe bambole
tutte trafite da una freccia indiana,
ricordi del secolo prima,
roba di un'epoca lontana,
epoca intravista nel bagliore bianco
che spara il lampo di magnesio
sul rosso folle del manganesio... eh... eh...
Indaco era il silenzio e il Grande Spirito,
che rallentava la brina, scacciava
i corvi dalla collina...
come una vecchia cuoca in una cucina
sgrida i fantasmi dei buongustai
in una lenta cantilena...
lasciamo stare, lasciamo perdere, lasciamo andare
non lo sappiamo dov'eravamo
in quel mattino da vedere... eh... eh...
Dov'eravamo mai in quel mattino
quando correva il novecento
le grandi gare di mocassino...
lassù, sul palcoscenico plestocenico,
sull'altopiano preistorico
prima vulcanico e poi galvanico...
dicono che sia tutta una vaniglia,
una grande battaglia,
una forte meraviglia... eh... eh...
Galvanizzato il vento spalancava
tutti i garages e liberava
grossi motori entusiasmati...
la paglia volteggiava nell'aria gialla
più su del regno delle aquile
dove l'aereo scintilla...
l'aereo scintillava, come gli occhi
dei ragazzi che, randagi,
lo guardavano tra i rami dei ciliegi... eh... eh...
La Fata
C'è solo un fiore in quella stanza
e tu ti muovi con pazienza
la medicina è amara ma
tu già lo sai che la berrà
Se non si arrende tu lo tenti
e sciogli il nodo dei tuoi fianchi
e quel vestito scopre già
chi coglie il fiore impazzirà
Farà per te qualunque cosa
e tu sorella e madre e sposa
e tu regina o fata, tu
non puoi pretendere di più
E forse è per vendetta
e forse è per paura
o solo per pazzia
ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alla streghe
la strega sei tu
E insegui sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, ne trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà
C'è chi ti urla che sei bella
che sei una fata, sei una stella
poi ti fa schiava, però no
chiamarlo amore non si può
C'è chi ti esalta, chi ti adula
c'è chi ti espone anche in vetrina
si dice amore, però no
chiamarlo amore non si può
(da: Il burattino senza fili- 1977)