
Favole e realtà è un piccolo blog nato come omaggio alla memoria di Luigi Tenco. Un omaggio che non vuole essere né storico, né retorico, ma al contrario vivo e attivo da condividere ogni giorno. Per questo nelle pagine del blog si possono trovare canzoni, foto, testi e ricordi di Luigi Tenco, ma anche riferimenti a canzoni di autore, poesie, riflessioni su temi sia attuali che inerenti la storia. Una sorta di patchwork in continua evoluzione arricchito dai disegni di Gulliveriana, ispirati dalle canzoni di Luigi Tenco cui vengono accostati per essere liberamente commentati dai naufraghi della rete, che in questo piccolo spazio sanno di poter trovare un porto sicuro per la loro barchetta e poter parlare sia di un uomo e artista indimenticabile, che di tutto quello che ci ha insegnato.
Per chi volesse scambiare opinioni su Luigi Tenco, questo è il mio indirizzo:
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Agosto 2007
Il calendario di Gulliveriana dedicato a Luigi Tenco.
Per vedere l'immagine ingrandita cliccate sopra
Quasi Sera
Quasi sera e tu eri con me,
eravamo seduti accanto al mare.
Quasi sera
e là, sopra la sabbia,
c'erano ancora i segni
del nostro amore.
Ricordo che tu mi parlavi,
io stavo guardando
una vela passare:
era bianca,
era gonfia di vento,
era l'ultima vela:
era ormai quasi sera.
Quasi sera ...
e non ricordo altro,
nè la voce che avevi,
nè il nome che avevi.
Quasi sera...
e poi non ti ho più vista,
non ho mai più saputo
di te, della tua vita.
Ricordo
di noi soprattutto
la vela che ad un tratto sfiorò il nostro amore:
era bianca,
e dopo un momento
io la stavo cercando
ma non c'era che il vento."
(Luigi Tenco - Carlo Donida, 1965)
il periodo SAAR
per ascoltarla clicca qui
per gentile concessione di Massimo
E con questo brano di Luigi Tenco vi auguro
Buone Vacanze!
Al fine di dare ulteriori informazioni sul brano "Quasi sera" pubblico qui il commento di Massimo (ilmioregno):
Ricordo di Marie A.
Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.
E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.
Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
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La versione della nota poesia di B.Brecht che solitamente si trova pubblicata è quella che ho appena trascritto ma, in cuor mio, preferisco la traduzione fatta da chi è stata amica del Club Luigi Tenco di Venezia, collaborandovi in anni remoti. Ne cito solo alcuni stralci ricordando che si chiamava Alba Avesini e che era la moglie di uno dei massimi esperti di critica musicale con particolare riferimento anche a Luigi Tenco.
Tenco 1965 - Brecht 1924
Tenco: io stavo guardando una vela passare
Brecht: c'era una nuvola che a lungo guardai
Tenco: e non ricordo altro, né la voce che avevi, né il nome ....
Brecht: ..non riesco a ricordare...Ma il suo volto non so proprio più
come la pensa Cesare Pavese: "Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi