
Favole e realtà è un piccolo blog nato come omaggio alla memoria di Luigi Tenco. Un omaggio che non vuole essere né storico, né retorico, ma al contrario vivo e attivo da condividere ogni giorno. Per questo nelle pagine del blog si possono trovare canzoni, foto, testi e ricordi di Luigi Tenco, ma anche riferimenti a canzoni di autore, poesie, riflessioni su temi sia attuali che inerenti la storia. Una sorta di patchwork in continua evoluzione arricchito dai disegni di Gulliveriana, ispirati dalle canzoni di Luigi Tenco cui vengono accostati per essere liberamente commentati dai naufraghi della rete, che in questo piccolo spazio sanno di poter trovare un porto sicuro per la loro barchetta e poter parlare sia di un uomo e artista indimenticabile, che di tutto quello che ci ha insegnato.
Per chi volesse scambiare opinioni su Luigi Tenco, questo è il mio indirizzo:
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Luigi Tenco. Canterò finchè avrò qualcosa da dire

Luigi Tenco. Canterò finchè avrò qualcosa da dire
di Parodi Renzo
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Descrizione: Una biografia completa, e aggiornata con le ultime vicende legate all'indagine sulla morte di Luigi Tenco, cantautore genovese scomparso tragicamente, a soli 29 anni, nel 1967. Ancora oggi, resta una figura misteriosa e vagamente inquietante, di cui questo libro cerca di restituire la sua dimensione più reale, il suo tempo e il suo ambiente, lasciando che a raccontarla siano gli amici, noti e meno noti. Ne esce così non solo il ritratto di un artista di innegabile talento e di un uomo complesso e affascinante, ma anche quello di un'epoca, gli anni Cinquanta e Sessanta, percorsi da contraddizioni, fremiti e scossoni che daranno poi luogo a profondi cambiamenti in Italia.
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Dettagli del libro
Titolo: Luigi Tenco. Canterò finchè avrò qualcosa da dire
Autore: Parodi Renzo Editore: Sperling & Kupfer
Data di Pubblicazione: 2007
ISBN: 8860611857
ISBN-13: 9788860611857
Pagine: 204
Reparto: Musica
Il posto nel mondo di.... Balans
La Ballata dell'arte

"C'è chi dice che l'arte non ha rapporti con la società, per cui l'artista vero non si occupa mai di problemi sociali..."
Canta così Luigi Tenco nella sua Ballata dell'arte, lo fa per dichiarare la sua contrarietà a questo filone di pensiero, infatti sostiene che gli artisti dovrebbero ricoprire un ruolo attivo nella società. La ballata è una sorta di dichiarazione d'intenti della sua arte, impegnata socialmente; infatti in altre canzoni, come Io sono uno, riesce a descriversi in modo sintetico ed efficace grazie a un gioco d'antitesi con chi è diverso da lui. Afferma "io sono uno che non nasconde le sue idee". Tenco vuole esprimere e comunicare ciò che pensa, vuole impegnarsi socialmente "nel suo campo" visto che "c'è ancora tanto da fare" e sceglie di "fare" con i mezzi che gli sono più congeniali e che ritiene più efficaci per raggiungere un vasto pubblico, ovvero la musica, la canzone.
Balans, estimatore e studioso di Tenco
tratto da "Il mio posto nel mondo" pag.275
Il posto nel mondo di....ilmioregno
Qualcuno mi ama

Assieme a Notturno senza luna questo brano è, in ordine cronologico, l'ultimo che Luigi incise utilizzando, curiosamente, lo pseudonimo Ventuno, frutto della combinazione dei suoi numeri fortunati. Agli amanti delle curiosità segnalo che lo pseudonimo Ventuno era di solito preceduto dal nome Dick ma, in un vinile che possiedo (di origine estera), il suo Notturno senza luna dà Rick. Entrambe le canzoni provenivano dal festival di Sanremo 1961. Di Qualcuno mi ama direi che,pur se nato nel contesto sanremese e in anni poco sospetti, ho colto, nella scelta fatta di cantare questo brano, un presagio del suo essere avanti nel tempo, e oggi persona viva e più che mai confusa fra di noi, con la quale è possibile anche comunicare. Luigi, dunque, attento alle cose della vita, consente ancor oggi, a mio parere, di corrispondere con lui da parte di chi lo ama, perfino....a mezzo lettera. Non a caso, forse, dice "qualcuno ha scritto nel cielo una lettera per me", e non a caso, forse, dal cielo ne ha inviata anche lui una che ha rischiato di perdersi in qualche parte del mondo. Se mai dovesse leggermi davvero, vorrei però dirgli che oggi i tempi sono cambiati e che la prossima lettera dal cielo la può recapitare, direttamente, anche qui: ilmioregno@ilmioregno.it
Massimo curatore del sito http://www.ilmioregno.it
tratto da "Il mio posto nel mondo" pag.383
Notturno senza luna

Ogni canzone di Luigi Tenco ha per me un significato particolare, ogni canzone una perla lucente legata a un ricordo o un'emozione. Notturno senza luna è così una senzazione dolceamara, ricamata con delicatezza e introspezione sull'anima di chi l'ha cantata e allo stesso tempo di chi l'ascolta ancora. Una metafora antica, semplice, ma efficace, una voce che sembra parlare da una radio polverosa di tanto tempo fa di amore e romanticismo in modo inusuale, puro e sincero. Nessuno oggi canta l'amore come lo cantava lui allora, sottolineando ogni parola come se ne valesse la sua vita. Forse per questo ascolto ancora oggi questa canzone come se fosse sempre la prima volta, stupendomi del piacere della scoperta che continua ogni giorno.
"Gulliveriana"
tratto da Il mio posto nel mondo.
da pag.371

Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti
Descrizione
C'è un musicista che ha attraversato la scena della musica leggera italiana come una meteora. Troppo in fretta, troppo presto. Perché l'idea di canzone di Luigi Tenco era, nella sua radicalità, qualcosa che precorreva i tempi, che inventava già negli anni Sessanta, per il cantautore, un modo di intendere il proprio ruolo che trascendeva nettamente l'idea del semplice e rassicurante intrattenitore per inoltrarsi sulla strada dell'impegno civile e della poesia militante. Ed è proprio per evidenziare il valore di questa figura di uomo e di artista che Enrico Deregibus, in collaborazione con il Club Tenco, ha deciso di raccogliere in un libro le parole dello stesso Tenco - ricordi, appunti, frammenti - insieme alle parole di alcune tra le sue canzoni più belle rilette e interpretate ogni volta da un interlocutore d'eccezione. Completano il volume le parole pronunciate "su" Tenco dagli amici e dagli appassionati.
Dettagli del libro
Titolo: Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti
Curato da: De Angelis E., Deregibus E., Secondiano Sacchi S.
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Data di Pubblicazione: 2007
Collana: 24/7
ISBN: 8817018929
ISBN-13: 9788817018920
Pagine: 572
Reparto: Musica
Favole e… realtà…, pensieri in libertà. 
(Il regno di Luigi, la giungla di Piero)
“Tu fatina che non vidi mai tu sei stata regina del regno che un giorno sognai”. Così cantava Luigi, il soldato d’un regno che cercava le streghe per cacciarle a sassate.

Sguardo di fata, matita di Gulliveriana/MVC
“Sembrava una fata e non lo era e non lo era e non lo era”. Cantava stizzito Piero. Per lui le fate sono diventate streghe, il regno è diventato una giungla. È da anni che combatte in quella foresta. “La vera guerra non si fa con le armi,
si fa con il cuore,
per questo sono un eroe”.
Si rammarica Luigi: “Oh,se non mi avessero detto mai che le fiabe son storie non vere ora là io sarei”
Sarebbe riuscito a rimanere un soldato d’un regno con la sua fatina che non vide mai? D’un regno che ogni giorno viveva i mille e mille e mille c’era una volta... avrebbe detto anche lui uffa che noia? 
Tu, fatina che non vidi mai
tu sei stata regina del regno
che un giorno sognai.
E tu, mio caro vecchio albero,
tu sei stato il castello di un regno
e neppure lo sai.
D'un regno
con un solo soldato
che cercava le streghe
voleva cacciarle a sassate!
D'un regno
che ogni giorno viveva
i mille e mille e mille
c'era una volta.
Oh, se non m'avessero detto mai
che le fiabe son storie non vere
ora là io sarei.
Luigi Tenco
Il periodo Ricordi (1959-1963)
Uffa che noia la sera che cade,
mi sembra uno squalo tra due margherite.
Uffa che noia, uffa che noia.
Uffa che noia la gente che cerca una casa deserta
quando viene la tempesta.
Uffa che noia, lei venne e mi disse
"io sono la tua" ed io le credetti.
Sembrava una fata
e non lo era e non lo era e non lo era,
uffa che noia.
Uffa che noia, non è ancora finito
questo squallido imbroglio tra la vita e la morte,
uffa che noia, uffa che noia, uffa che noia.
La giungla comincia in famiglia,
sono anni che combatto in quella foresta.
La vera guerra non si fa con le armi,
si fa con il cuore,
per questo sono un eroe.
…
Ciampi - Marchetti (1975)
Ottobre 2007
Il calendario di Gulliveriana dedicato a Luigi Tenco.
Per vedere l'immagine ingrandita cliccate sopra
HO CAPITO CHE TI AMO
Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava un tuo ritardo
per sentir svanire in me l’indifferenza
per temere che tu non venissi piu.
Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava una tua frase
per far sì che una serata come un’altra
cominciasse per incanto a illuminarsi.
E pensare che poco tempo prima
parlando con qualcuno
mi ero messo a dire
che ormai
non sarei più tornato
a credere all’amore a illudermi e sognare.
ed ecco che poi
ho capito che ti amo
e già era troppo tardi per tornare
per un po’ ho cercato in me l’indifferenza
poi mi son lasciato andare nell’amore
Testo e Musica di LUIGI TENCO
per ascoltarla clicca qui
per gentile concessione di Massimo